I PAESAGGI DEL SENTIMENTO DI BARBARA VILLOSIO

I PAESAGGI DEL SENTIMENTO DI BARBARA VILLOSIO

    Lo spazio espositivo di san Giovanni in Borgovecchio si ? aperto venerd? 7 settembre scorso per l’inaugurazione della mostra personale di Barbara Villosio, giovane artista nata a Torre San Giorgio ma ormai da tempo residente a Fossano e che quindi pu? essere considerata fossanese per adozione. In realt? non ? la prima volta che Barbara espone in san Giovanni in quanto gi? diversi anni addietro? aveva esposto con il fotografo Claudio Bonanno in una rassegna che aveva per tema l’Africa . Successivamente Barbara ha esposto in una interessantissima piccola rassegna personale nelle sale del bar/pasticceria Sabena ed ? stata premiata per una sua opera al premio “Borgo Piazza”. Questa ? quindi la prima grande personale nella citt? adottiva e l’occasione che ci viene offerta per conoscere la sua esperienza artistica. Dopo il liceo artistico, frequentato a Cuneo all’ “Ego Bianchi”, ha seguito un corso di Design all’Istituto Europeo di Milano e si ? poi laureata in pittura all’Accademia di Belle Arti di Torino nel 1993 discutendo la tesi con Mino Ceretti (arrivato da Brera per sostituire Sergio Saroni immaturamente scomparso con cui Barbara aveva iniziato la ricerca di tesi). Come ho scritto nel testo di presentazione della mostra nel piccolo catalogo,se dovessi concentrare in tre parole l’idea della pittura di Barbara che mi son fatto direi “natura/paesaggio, fantasia, sentimento”; mi pare che tutto il lavoro artistico (con colori e pennelli che qui interessa) pu? sintetizzarsi cos?. Del resto ? lei stessa che,rispondendo ad una domanda che gli veniva fatta su cosa dipingesse, ha detto: “… lascio scorrere semplicemente i miei pensieri, lascio che il colore venga trascinato dalle mie emozioni, lascio che una parte di me viva sulla tela, senza trattenerla!Tutto quel che vedo, osservo, lo rielaboro attraverso la pittura …E quando la luce entra e mi colpisce…”. In un’altra occasione, commentando un suo acquerello, diceva “quando lasci che il tuo umore dia sfogo alle pennellate … quando sei libero di esprimerti con ogni mezzo … … ecco queste sono le mie rose!” La sua espressivit? a me richiama certe esperienze di Luigi Spazzapan e qualche “meditazione”, condotta in chiave astratta ( ma non soltanto), di Romano Reviglio, del quale ho rivisto proprio recentemente un esempio in una collettiva cuneese.
Barbara Villosio


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